“È l’amore che crea una famiglia”. Venerdì 23 novembre alle ore 21 assemblea pubblica presso la Sala Conferenze di Palazzo Robellini ad Acqui Terme, con Silvia Starnini, Referente Piemonte per Famiglie Arcobaleno, Micaela Ghisleni, socia di Famiglie Arcobaleno, modera Matteo Bottino, attivista per i diritti LGBTQI.

Dopo lo stralcio della stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili, le famiglie composte da due mamme e due papà sono state lasciate senza il riconoscimento legale dei loro diritti e della piena uguaglianza di fronte allo Stato Italiano. Subito dopo il suo insediamento, Lorenzo Fontana, Ministro della Famiglia del governo Lega – Movimento 5 Stelle, ha dichiarato che le famiglie arcobaleno non esistono. Parole gravi e oscurantiste, che negano la realtà e offendono le numerosissime famiglie omogenitoriali presenti nel nostro Paese. In questi anni i tribunali italiani hanno approvato diverse sentenze a favore di coppie gay e lesbiche che chiedevano il riconoscimento anche del genitore non biologico secondo lo schema dell’adozione del figlio del partner. Sensibilizzati da associazioni, cittadine e cittadini, anche i sindaci hanno iniziato a riconoscere legalmente le famiglie omogenitoriali. Il primo a riconoscere la genitorialità di una coppia di donne è stato il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, quando nel 2015 iscrisse il piccolo Ruben all’anagrafe del comune partenopeo con entrambe le due mamme come genitori legali. Senza questo fondamentale riconoscimento, Ruben, nato a Barcellona dove risiedono le sue mamme, sarebbe rimasto apolide e senza cittadinanza alcuna, dal momento che la Spagna attribuisce lo status di cittadino secondo il principio dello ius sanguinis, ossia ai figli di cittadini spagnoli. L’iscrizione fu annullata dal Prefetto di Napoli. Contro la cancellazione le mamme, con il sostegno dell’amministrazione comunale, presentarono ricorso e il Tribunale di Napoli ordinò la nuova iscrizione dell’atto di nascita.

Quest’anno anche altre amministrazioni cittadine hanno iniziato a registrare all’anagrafe i figli di genitori dello stesso sesso. Appare del tutto evidente, però, come in assenza di una legge chiara in materia, le famiglie omogenitoriali siano costantemente esposte all’arbitrio dei singoli sindaci e dei tribunali: di fronte al diniego di quei primi cittadini che si rifiutano di riconoscerle, queste famiglie si trovano infatti costrette ad affrontare lunghe e costose battaglie legali per riaffermare i loro diritti e doveri, senza avere la garanzia che il genitore non biologico venga riconosciuto.

Come ha ricordato il Segretario Nazionale Enrico Panini, «demA è in prima linea sul fronte delle libertà civili e dell’attuazione della Costituzione. Noi pensiamo che un bimbo che nasce deve avere gli stessi diritti degli altri bimbi anche se ha due genitori dello stesso sesso perché la Costituzione, nata dalla resistenza al nazifascismo, recita l’uguaglianza senza distinzione di sesso. La sostanza forte dei legami, famiglia in primis, è l’amore».

Parleremo di tutti questi temi ad Acqui Terme in compagnia di Silvia Starnini, Referente Piemonte di Famiglie Arcobaleno – Associazione Genitori Omosessuali, e Micaela Ghisleni, Socia di Famiglie Arcobaleno. Modererà l’assemblea pubblica Matteo Bottino, attivista per i diritti LGBTQI.

demA Alessandria invita tutte e tutti a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà venerdì 23 novembre alle 21 presso la Sala Conferenze di Palazzo Robellini, via Levi 5, Acqui Terme.

 

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