da Il Piccolo di martedì 23 Ottobre

IL CASO Dure critiche di Malacarne per avere concesso l’uso del piano terra della Torre civica al Movimento per la vita

«Nessuno può mettere in discussione né negare il diritto di una donna di scegliere se essere o non essere madre. Assurdo ripeterlo a quaranta anni dall’approvazione della legge 194 che garantisce a tutte il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Eppure nel 2018 ci troviamo ancora di fronte a politici e amministrazioni locali che favoriscono la propaganda anti abortista del Movimento per la Vita» senza mezzi termini il coordinatore provinciale di ‘DemA’ (Democrazia ed Autonomia) Andrea Malacarne si schiera contro la Giunta di Acqui per aver concesso con una delibera a Movimento per la Vita onlus, per i mesi di settembre e ottobre, l’uso gratuito del piano terra della Torre Civica, nel cuore della città bollente.
«La ragione della concessione sarebbe la vendita di libri usati volta a raccogliere fondi da destinare a famiglie bisognose con figli in tenera età – ha continuato il politico – Con questo pretesto il Movimento per la Vita fa propaganda ideologica contro il diritto all’aborto e pubblicizza l’attività del proprio centro». Complice nel proselitismo anti-abortista, a dire di Malacarne, sarebbe il settimanale della diocesi L’Ancora che avrebbe dato visibilità all’evento specificando che i fondi raccolti sarebbero serviti a «venire in soccorso alle mamme nella difficile scelta della maternità». «Nel medesimo articolo si legge l’auspicio dell’approvazione da parte delle città del Piemonte di una mozione antiabortista che ricalchi quella approvata dal Consiglio comunale di Verona, con lo scopo di prevenire gli aborti – ha lamentato l’esponente – Fermo restando che la scelta della maternità riguarda esclusivamente la donna, l’unico modo per prevenire realmente gli aborti non è offrire somme di denaro alle donne, come suggeriscono sia il Movimento per la Vita sia il senatore della Lega Simone Pillon, ma l’educazione sessuale nelle scuole e una diffusa e corretta informazione sui metodi di contraccezione». Secondo l’istante la delibera sarebbe inaccettabile per diversi motivi: «Crediamo sia davvero grave che un movimento antiabortista che vuole limitare, se non addirittura impedire, il diritto delle donne all’autodeterminazione e all’interruzione della gravidanza sicura e gratuita, ottenga non solo la concessione gratuita di uno spazio pubblico, ma anche un sostegno economico a spese della cittadinanza». «Gli spazi vengono concessi a tutte le associazioni che si riconoscono nei valori della Costituzione Italiana ed in forma gratuita se l’iniziativa persegue uno scopo benefico – hanno replicato da Palazzo Levi – È stato concesso all’associazione solo un luogo per la vendita di libri usati onde raccogliere fondi per le famiglie bisognose con figli in tenera età. L’iniziativa aveva un esplicito scopo sociale che abbiamo accolto positivamente». Invocando la laicità delle istituzioni e il valore della legge 194, la Giunta ha assicurato vigilanza sul pericolo propaganda.

Massimiliano Pettino

 

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