Irrompe nelle ultime ore la notizia del rinvio a giudizio dell’imprenditore Alfredo Romeo nell’ambito dell’inchiesta condotta dai pm Woodcock, Carrano e Raffaele.  All’imprenditore napoletano viene contestato il reato di associazione per delinquere ed altri, accuse che si aggiungono, in parte, ad altri capi di imputazione che già condussero negli anni scorsi agli arresti dell’imprenditore. E’ ben nota, infatti, l’indagine in cui fu avanzata l’esistenza del cosiddetto “metodo Romeo”.
Notizie sconcertanti che a distanza di anni rendono giustizia e merito al provvedimento del Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e della sua Giunta che, nella sua prima consiliatura, portò ad internalizzare la gestione del patrimonio immobiliare di Napoli, per affidarlo a lavoratrici e lavoratori pubblici.
Nell’inchiesta è coinvolto anche l’uomo forte del presidente De Luca, Ciro Verdoliva, direttore dell’AslNa1. Dalle notizie di stampa delle ultime ore si legge che il direttore generale dell’Asl Napoli 1 è rinviato a giudizio per frode in pubbliche forniture, corruzione ed altro.
Lo spaccato preoccupante che si rileva dagli organi di stampa delinea e traccia un modus operandi che affonda le sue radici in un complesso apparato di potere che, sebbene la presunzione d’innocenza fino a sentenza passata in giudicato non va mai dimenticata, in assenza di una definizione su ipotesi così gravi, continuerà a far gestire alle medesime persone fiumi consistenti di denaro pubblico.
Auspichiamo un intervento da parte di coloro che, proprio nei giorni scorsi, hanno fatto lezioni di moralità ad un’amministrazione, quella di de Magistris, che ha sempre agito nella trasparenza e legalità per il pubblico interesse. Speriamo non restituiscano, come al solito, un silenzio assordante.
Movimento demA
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