Se fosse ancora vivo, settantadue sarebbero state le candeline che, oggi 5 gennaio, Peppino Impastato avrebbe spento se la mafia non lo avesse barbaramente ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978. Sebbene siano passati quasi 42 anni da quella tragica notte, Peppino e il suo intenso impegno alla lotta alla mafia continuano a vivere ed ogni anno, malgrado la sua assenza fisica, il suo compleanno viene ricordato e celebrato oltre che dai suoi familiari e amici storici, anche da chi ha condiviso e condivide ancora oggi i suoi ideali e le sue battaglie.

Nato in una famiglia di mafia, Peppino Impastato ha preferito la giustizia sociale e la lotta ai legami di sangue, ha fatto della lotta alla mafia la sua ragione di vita tanto che la sua intensa attività di denuncia,  di impegno culturale, sociale e politico dal basso sono state interrotte dalla ferocia del dominio mafioso. Grazie alla sua famiglia e ai suoi compagni la voce e gli ideali di Peppino continuano a vivere e a crescere e tante e tanti continuano con impegno a portare avanti le sue idee e  si ispirano al suo coraggio  e alla sua storia di libertà.

Peppino Impastato sapeva cosa fosse la mafia. Non quella delle coppole e delle lupare, ma la mafia come potere, come sistema, come connubio, come prevaricazione dei diritti dei lavoratori e dei diritti dei cittadini. La mafia é  una montagna di Merda.

Movimento demA

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