All’indomani di una riunione del centrosinistra sul futuro candidato sindaco della città di Napoli, Fulvio Bonavitacola, braccio destro di De Luca, commentando le dichiarazioni del segretario metropolitano del PD su un’eventuale candidatura di Fico a sindaco della città, afferma: “senza un sostegno regionale il Comune di Napoli sarebbe consegnato alla paralisi amministrativa“.
Parole inequivocabili, equivalenti a una confessione, che il movimento demA ha spesso evidenziato: la Regione dimostra di usare il proprio ruolo di ente di programmazione delle risorse, dovute (non regalate o elargite) ai territori, per paventare la paralisi amministrativa di Napoli.
Non è la prima volta che il numero due della Regione Campania interviene a gamba tesa nella politica cittadina, evidenziando quanto la politica regionale possa essere usata per generare vulnus nei percorsi amministrativi delle città e quanto tutto ciò possa rispondere a una precisa volontà del Presidente della Regione Vincenzo De Luca. Non possiamo dimenticare la tentata spallata alla città di Napoli per condurla al commissariamento, o la mancata collaborazione istituzionale con il Sindaco nella gestione della pandemia,  o ancora le continue ingerenze con effetti di riflesso sulla città di Napoli. Sono alcuni degli esempi evidenti e tangibili di un ragionamento politico rivolto a garantire un interesse di parte piuttosto che il bene della città.
Ventilare una paralisi amministrativa per la città, anzi rivendicarla per sbattere i pugni sul tavolo, è un modo di fare che rimanda alla memoria tanti momenti in cui in questi anni la Regione ha cercato di strozzare l’azione amministrativa della giunta de Magistris, minando ogni percorribile via di leale collaborazione istituzionale.
Il re è nudo. 
Ciò che lascia sgomenti è il silenzio assordante del Partito Democratico che a tutto questo ha assistito e tuttora assiste senza reagire, prono ai continui diktat che giungono dalla Regione.
Ciò di cui siamo invece certi è la responsabilità politica di tali affermazioni, che certo non sfugge alle elettrici e agli elettori.
Movimento demA
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