Continua la nostra battaglia per l’acqua pubblica! Unisciti anche tu con il tuo sostegno firmando la petizione al link:

 

Nel silenzio generale, e per la prima volta nella storia, arriva una quotazione sull’acqua alla borsa di Wall Street, aggiungendo l’acqua ad altre importanti materie prime come il petrolio e l’oro. È proprio così: il bene più prezioso per l’umanità sta per diventare una commodity (merce) e il suo prezzo oscillerà come accade alle materie prime come l’oro, e potrà quindi essere oggetto di investimenti e, purtroppo, di speculazioni! La quotazione sull’acqua è stata resa possibile dalla più grande piazza finanziaria dei contratti a termine Cme Group che, in collaborazione con Nasdaq, ha lanciato il primo future al mondo sulla risorsa idrica. Ancora una volta l’oro blu diventa arma o preda, e a pagare sono le popolazioni.

Una notizia agghiacciante che avrebbe dovuto riempire le prime pagine di tutti i giornali e invece i media ne stanno parlando fin troppo poco, considerata la sua gravità per l’intera umanità. È impensabile che la più importante risorsa del Pianeta divenga negoziabile nel momento in cui la sua disponibilità è messa sempre più a rischio dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento. Si stima, infatti, che entro il 2025 due terzi della popolazione mondiale potrebbe soffrire di importanti carenze idriche e che entro il 2030, ben settecento milioni di persone potrebbero essere forzate ad abbandonare il proprio territorio per la stessa ragione. Nel 2050, ben tre miliardi di persone soffriranno per una grave mancanza d’acqua dovuta in buona parte ai cambiamenti climatici e a pagarne le conseguenze saranno soprattutto i paesi più poveri. A ciò si aggiungono fattori legati a una cattiva gestione da parte del settore primario, delle industrie e del consumo umano quotidiano. Tutti fattori che rendono l’acqua un bene prezioso, non solo perché indispensabile alla vita, ma soprattutto per la sua rarità. E proprio questa rarità, al pari di altre risorse preziose come oro e petrolio, ha indotto Wall Street a renderla quotabile in borsa. Intanto le multinazionali dell’acqua colpiscono anche in Italia con l’aumento delle tariffe, diminuzione della qualità dell’acqua, distacchi di erogazione idrica a famiglie indigenti. Tutto ciò è inaccettabile se non vergognoso se si pensa al grande risultato del Referendum del 2011 per la gestione pubblica dell’acqua: un bene comune che non può essere commercializzato, né su di esso è pensabile istituire una catena di profitti.

È il momento di una risposta politica forte: fatti non più parole!

Il movimento demA, che ha fatto dei beni comuni un punto essenziale del suo progetto politico ed amministrativo, è in prima linea sulla ripubblicizzazione dell’acqua, e lo ha dimostrato con fatti concreti. Napoli è l’unica grande città d’Italia che ha realmente ripubblicizzato l’acqua trasformando una società per azioni in azienda speciale a totale controllo pubblico, vale a dire ABC. Per queste ragioni, il Consiglio di distretto ha sempre portato avanti con determinazione, all’interno dell’Ente Idrico Campano (EIC), il discorso dell’acqua bene comune e dell’autonomia dei distretti e degli Enti locali nelle loro scelte. Il comune di Napoli ha perfino impugnato la legge regionale, che non garantisce ai Comuni la dovuta autonomia nell’organizzazione del servizio idrico integrato, a dare seguito al referendum, e i 32 comuni della città metropolitana hanno riconosciuto un modello capace di garantire l’acqua pubblica, partendo dal ciclo integrato delle acque. Un passo importante nella direzione della costruzione di una politica dei beni comuni, intesi quali beni sottratti all’uso esclusivo e alla privatizzazione, per l’esercizio dei diritti essenziali delle collettività, come, appunto, l’acqua, che è di tutti.

demA, a dicembre, ha lanciato un appello al Presidente del Consiglio e a tutte le forze politiche di Governo affinché si impegnino per approvare al più presto la legge di iniziativa popolare per la gestione pubblica dell’acqua, che richiami i principi ispiratori della proposta originaria, bloccata alla Commissione Ambiente alla Camera. In tal modo si mette di fatto riparo ad una mancanza vergognosa, nonostante il voto sul referendum del 2011, da parte di una forza di Governo che ha fatto dell’acqua pubblica la prima stella!

Dal 28 Gennaio anche il “Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua” ha lanciato un appello per impedire la quotazione in borsa dell’acqua. Unisciti anche tu alla nostra battaglia firma la petizione al link:

Firma la petizione su CHANGE.ORG

Movimento demA

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