Meridbulloni di Castellammare di Stabia, azienda siderurgica del gruppo Fontana che produce bulloni e viti in tutto il mondo, cessa le attività produttive e lascia 80 lavoratori per strada. La notizia della chiusura dello stabilimento, arrivata dall’oggi al domani e a pochi giorni dal Natale, è stato un fulmine a ciel sereno per lavoratori e cittadina stabiese. Senza alcun preavviso e senza il coinvolgimento delle parti sociali, gli operai e il personale, nei giorni scorsi, hanno trovato sbarrati gli ingressi dello stabilimento, presidiati da personale di sicurezza che ne impediva di fatto l’accesso. La proprietà rende nota la sua volontà di delocalizzare l’azienda a Torino, con una nota del 18 dicembre, ritenendo essere, per ragioni di natura strategica ed economica, unica soluzione possibile per evitare la cessazione totale dell’attività e per garantire la stabilità occupazionale agli 80 lavoratori.

80 famiglie che si trovano di fronte alla scelta di rinunciare al proprio lavoro o di trasferirsi presso la sede di Torino a far data dal 1 febbraio 2021.

Una decisione scellerata e incomprensibile considerata la situazione florida e attiva dell’azienda, che avviene in un momento drammatico e difficile per il Sud e che apre un’ulteriore ferita sul fronte occupazionale dopo le vicende dello stabilimento della Whirlpool di Via Argine. Ancora una volta uno schiaffo al Sud, ad un territorio già drammaticamente segnato dalla pandemia sociale ed economica oltre che sanitaria, che è al centro di vertenze simbolo della deindustrializzazione dell’intero Mezzogiorno.
Il movimento demA, da sempre impegnato per l’affermazione dei diritti umani, di una politica incentrata sul diritto al lavoro, per le tutele e le garanzie, è accanto ai lavoratori di Castellammare, attraverso i suoi rappresentanti sul territorio, per dare loro sostegno e solidarietà. Chiede un intervento del Ministero dello Sviluppo Economico affinché si attivi per una continuità produttiva dell’azienda e per un tavolo di confronto con la proprietà e le rappresentanze dei lavoratori. E’ impensabile perdere le competenze e la comunità di lavoratori. Se si lascia andare via Meridbulloni, come la Whirlpool, senza fare nulla, il tessuto produttivo locale subirà l’ennesimo colpo mortale. Contro questa ennesima tragedia occupazionale e le sue conseguenze, demA si schiera compatta e sosterrà sul terreno politico e su quello della partecipazione attiva ogni iniziativa e lotta che si organizzerà. Non si tratta solo di una battaglia volta alla tutela del livello occupazionale, quanto di segnare il passo su un principio di giustizia e di equità territoriale, oltre che di politica industriale e di coesione sociale.

Movimento demA
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