Venerdì 9 ottobre si terrà il quinto sciopero nazionale per il clima proclamato dal movimento #FridaysforFuture Italia.

Tante le città che aderiranno all’appuntamento sulla spinta delle mobilitazioni che vedono da tempo la partecipazione di giovani impegnati in difesa della giustizia climatica ed ambientale e per sensibilizzare la politica ad affrontare con azioni responsabili e lungimiranti una crisi climatica senza precedenti.

Nonostante la pandemia ci abbia mostrato i danni dell’attuale sistema economico e il potenziale devastante della crisi climatica, i governanti continuano a ignorarla o negarla.
Viviamo anni difficili caratterizzati da una seria emergenza climatica: le emissioni continuano a crescere, allontanandoci sempre di più dal percorso sicuro per stare sotto 1,5°C di surriscaldamento globale.

L’analisi dei rischi climatici che si prospettano per l’Italia a causa del surriscaldamento globale, tratta dal rapporto del Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, è preoccupante. Procedendo di questo passo, entro il 2080 avremo a disposizione il -40% dell’acqua, il rischio di incendi boschivi si alzerà notevolmente e il 91% dei comuni italiani a rischio frane e alluvioni, subiranno un aumento del pericolo idrogeologico del 20%.


È il tempo di agire: la lotta contro i cambiamenti climatici è una questione di vitale importanza!


Come movimento politico demA aderiamo alla giornata e partecipiamo a tutte le iniziative organizzate in tutte le piazze delle città in cui siamo presenti, convinti che in questo momento storico il nodo del clima e della giustizia ambientale rappresenti una priorità assoluta non più procrastinabile.

Riteniamo che la battaglia per la giustizia climatica sia una battaglia per la giustizia sociale, per la democrazia, per l’equità dei Paesi, fra Paesi, e fra diverse generazioni. È una battaglia per riconoscere il diritto a un futuro dignitoso, per costruire il diritto alla partecipazione nei processi decisionali. Convinti che sia fondamentale garantire i diritti alla salute e allo studio di ogni persona e anche investire sulla ricerca e sulla tutela del territorio e della comunità, chiediamo che il governo avvii una campagna informativa capillare che tratti la crisi climatica come un’emergenza, al pari della crisi sanitaria.

Si dia priorità alla sopravvivenza dell’umanità piuttosto che all’interesse di pochi. Abbiamo bisogno di un “Ritorno al Futuro”. E per questo c’è bisogno dell’impegno di tutte e tutti, in prima persona.

Ci vediamo in piazza!

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