Lo scandalo delle consulenze, prima assegnate e poi cancellate, al consulente Enrico Coscioni del presidente della Regione Campania, con relativo trasferimento di pazienti cardiopatici da Napoli a Salerno, presso un reparto del Ruggi d’Aragona, ospedale dove opera anche il dottore Coscioni, pone numerosi ed inquietanti interrogativi. Ad essi, il direttore generale della ASL Napoli e il direttore del Ruggi d’Aragona devono rispondere pubblicamente e con ogni urgenza. Infatti, nei giorni scorsi è stato firmato un protocollo d’intesa che formalizza la convenzione tra il nuovo presidio di Ponticelli e l’Azienda ospedaliera salernitana. Il protocollo prevede che le consulenze dei pazienti siano effettuate dal dott. Coscioni e, se necessario, gli interventi cardiochirurgici siano effettuati a Salerno anziché in una delle quattro cardiochirurgie napoletane. E’ palese la mortificazione delle eccellenze della cardiologia napoletana e, al tempo stesso, l’irresponsabile incremento di disagi per le cittadine ed i cittadini napoletani che si vedono spediti a Salerno senza ragione alcuna.
Alle domande poste da diverse realtà associative e sindacali, ad oggi, né il dott. Coscioni, né il Pesidente della Regione nè il dirigente dell’ASL Napoli 1 hanno risposto. 
Vogliamo risposte per gli operatori della cardiologia napoletana, per operatori del Ruggi di Salerno, per i pazienti. De Luca decide di ridurre i posti letto di un reparto di eccellenza per sdoppiarlo ed affidarne una parte al suo consigliere. Ci troviamo di fronte ad un’incongruenza che ha portato a favorire, a quanto pare, il consulente del presidente, il dott. Enrico Coscioni. È necessario che il Presidente De Luca risponda ai quesiti su questa incredibile vicenda e lo stesso facciano i direttori sanitari.
Il movimento “demA”, insieme al consigliere Dante Santoro ed ai rappresentanti di Cittadinanza attiva, tribunale del malato di Salerno, convocherà a breve un’assemblea pubblica monotematica sul Ruggi d’Aragona, per affrontare le sue problematiche e per fare proposte affinchè possa tornare ad essere un faro per la Sanità del sud Italia.
Ciro Amante – Responsabile Nazionale Dipartimento Salute e Sanità
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