Lo scorso 5 marzo il Comune di Melito ha revocato gli atti della procedura con la quale, alcuni mesi prima, aveva affidato a titolo gratuito alcuni beni confiscati alla criminalità organizzata. Le condizioni di dissesto finanziario in cui versa l’ente e l’esigenza di sfruttare il patrimonio indisponibile per risanare i debiti sono le tardive motivazioni poste a fondamento del provvedimento di revoca.

Ma non è finita qui! Il 24 Giugno scorso il Comune di Melito emana un nuovo avviso pubblico per l’affidamento in concessione dello stesso plesso immobiliare, ma con alcune anomalie nell’atto amministrativo: dei 4 beni confiscati revocati vengono messi a bando solo tre, lasciando di fatto fuori uno dei beni affidato in precedenza, per il godimento del quale viene richiesto un canone mensile. Una procedura che desta una qualche perplessità poiché non è chiaro il criterio di esclusione di un solo immobile, ma soprattutto appare singolare la richiesta di un canone, considerato che la normativa nazionale e il Regolamento comunale inerente la gestione e l’affidamento dei beni confiscati, destinati ad uso sociale non abitativo, prevedono un comodato a titolo gratuito per il godimento del bene.

Alla luce di ciò, il movimento demA chiede che si faccia luce quanto prima su un provvedimento connotato da ombre.

La restituzione alla società civile di beni confiscati alla camorra rappresenta una grande opportunità per il contrasto alla criminalità organizzata, dimostra che il territorio è dello Stato e dei cittadini. Per l’interesse della collettività e delle comunità che da anni lottano per il riscatto del loro territorio, attendiamo fiduciosi una presa di posizione chiara dell’amministrazione su questa triste vicenda.

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