TAVOLI TEMATICI demA

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TAVOLI TEMATICI demA
Questione morale/Costituzione Cultura / Turismo sostenibile Diritto alla città Valorizzazione del patrimonio pubblico Diritto alla salute / Medicina di Genere Parità di genere / Libertà civili e Diritti Cambiamento climatico / Ambiente Costruire la Pace / Welfare / Associazioni in Rete Democrazia partecipativa / Beni Comuni Politiche del Lavoro / Nuove economie / Debito Politiche giovanili / Formazione / Ricerca Innovazione Infrastrutture / Mobilità sostenibile

Questione morale/Costituzione

Presentazione e obiettivi del tavolo
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Per una politica che lavori con le mani pulite alla costruzione di un’esistenza libera e dignitosa, contro le corruzioni e le mafie.

La questione morale non è un esercizio vocale retorico per ingannare la gente, la questione morale è la scelta di una vita che comporta prezzi altissimi, è lotta dura contro la vera emergenza nazionale, che non è l’immigrazione, ma la corruzione e l’infiltrazione delle mafie nella politica e nelle istituzioni.

Pensiamo ad una proposta politica che dimostri si possa governare nell’esclusivo interesse pubblico. È mettendo al centro l'uomo e le collettività che l’esperienza Amministrativa di Napoli ha mostrato quanto sia possibile lavorare nel perseguimento dell'interesse collettivo, amministrare con mani pulite, quanto la questione morale sia ancora così profonda e diffusa nel nostro Paese, e quanto essa non conosca latitudine.

È urgente organizzare la resistenza democratica contro chi attenta quotidianamente ai diritti, vilipende la Costituzione e offende le Istituzioni nate dalla Resistenza al nazifascismo. Occorre reagire con determinazione alla propaganda razzista e contro i seminatori di odio, avversando tutti coloro che calpestano la dignità umana, le libertà, i diritti sociali con la forza bruta del sopruso e la violenza della repressione.

È il momento di impegnarsi a rimuovere gli ostacoli che ancora impediscono la realizzazione dell’uguaglianza nel nostro Paese. Per passare dalla notte all’alba della democrazia, è necessario praticare la disobbedienza ai dispositivi più odiosi delle leggi e dei trattati, delle norme che lasciano morire i migranti negandone l'accoglienza, ai vincoli e alle politiche di bilancio che contrastano con gli obblighi di solidarietà e affermazione di quei diritti, i cui fondamenti sono profondamente inscritti nella Carta Costituzionale.

E’ il momento della costruzione di un’alternativa etica, sociale, giuridica, economica e politica che renda possibile un nuovo umanesimo. Che unisca, rispetti e valorizzi il patrimonio delle differenze, il pluralismo delle voci.










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Cultura / Turismo sostenibile

Presentazione e obiettivi del tavolo
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Per un ruolo centrale del Mediterraneo, nodo di antica cultura e proiezione di civiltà, nella costruzione della pace e di una nuova visione politica.

Guardiamo ad un Paese che consideri il patrimonio culturale e paesaggistico come un valore, un bene inalienabile dell’identità civile e sociale dei luoghi, una risorsa, un’occasione di crescita, soprattutto, per il Sud, il Mediterraneo, e di occupazione per i giovani.

Cultura significa interpretare, narrare, recuperare e valorizzare il grande patrimonio materiale e immateriale di cui le città e i paesaggi dispongono per indole propria, senza trascurarne la creativa modernità che le permette di non smettere di progettare, di divenire. Preservare l'immenso patrimonio e, preservare il cambiamento.

Pensiamo ad una proposta che promuova la cultura nelle sue molteplici declinazioni e che sia fondamenta e radice di ogni azione politica: la cultura come il luogo che valorizza le differenze, promuova il dialogo e lo scambio di idee e valori, promuove lo sviluppo sostenibile e la coesione sociale.

L’esperienza amministrativa di Napoli ha dimostrato come la cultura e il turismo sono l’elemento chiave della città, la cultura come valore primario, per preservare il senso di originalità e identità dell’essere napoletano, per creare economia, sviluppo e occupazione attraverso la valorizzazione delle sue bellezze. Napoli è tornata a essere la capitale di tutti i plurali modi di essere cultura, promuovendo un processo di valorizzazione partecipativo del patrimonio culturale, basato sulla collaborazione tra l’Amministrazione, i cittadini privati, le associazioni intese come “comunità di eredità” che desiderano, nell’ambito di un’azione pubblica, essere protagonisti attivi.

Pensiamo ad una proposta che attui un corretto e proficuo sviluppo del turismo sostenibile, che integri l'ambiente naturale, culturale e umano di riferimento. La capacità che ciascun luogo è in grado di esprimere - diversità ambientale, coerenza architettonica, ricchezza culturale, ambientale, sociale - è l'elemento base da cui partire per avviare e promuovere forme di turismo e di conoscenza intelligenti.










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Diritto alla città

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Per il riconoscimento del ruolo delle città, istituzioni di prossimità, e delle collettività, contro l’establishment dei poteri forti e gli interessi che si annidano nelle politiche veicolate dalle lobbies.

L'innovazione politica che ha caratterizzato l’esperienza amministrativa di Napoli nell'ultimo decennio, che ha reso evidente quanto sia fondamentale promuovere il confronto pubblico tra le realtà associative, di volontariato e sociali, protagoniste della rigenerazione urbana, per ascoltarne le esigenze e sviluppare insieme proposte di deliberazione sull'uso sociale e collettivo del patrimonio pubblico, la rende una città che si pone in controtendenza con il pensiero unico dell'omologazione culturale. Napoli si presenta come uno spazio in cui il comune senso di appartenenza crea legami di identità sociale e l'amore, l'ospitalità, lo spirito di libertà sono fondamento della sua anima universale.

È ora di avviare un’azione orientata alla costruzione di città che possano portare avanti, senza paura, istanze, proiezioni, desideri delle collettività insediate; di giovani che possano determinare, senza paura, il proprio destino; di amministratori che possano praticare, senza paura, i terreni di un diritto che guarda al benessere delle collettività nel loro costruire una visione di futuro. Se il Diritto alla Città è l'accesso, per tutti, alle risorse che regolano la vita delle città, appare allora evidente quanto devono cambiare gli equilibri, ma anche i pesi, che regolano la formalizzazione delle scelte.

Attraverso le opportunità offerte dalla Costituzione e nell’ambito del processo di integrazione europea, l’esperienza amministrativa di Napoli ha reso evidente quanto sia importante determinare dal basso la volontà generale, consentendo di gestire, nel rispetto del principio di sussidiarietà e in forme rispondenti alle caratteristiche e alle tradizioni della sua storia, ciò che riguarda il territorio.

È il momento di favorire per le città, i territori, la costruzione di un modello di città che, distaccandosi dalla concezione tradizionale di ente di prossimità come estensione di governo autoritario, valorizzi particolarità e potenzialità territoriali e promuova un nuovo modo di governare la cosa pubblica in cui le azioni amministrative sono applicazione diretta dei principi fondamentali della Costituzione. Un modello che si determina attraverso una forma di governo autonomo e partecipato che favorisce lo sviluppo secondo linee connesse alle caratteristiche urbanistiche e sociologiche del territorio. Una vera e propria autodeterminazione dal basso che consente la creazione di un “laboratorio politico guida” dove le differenze diventino una ricchezza.

E’ il momento per l’affermazione di percorsi di neomunicipalismo e di costruzione di nuove istituzioni.










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Valorizzazione del patrimonio pubblico

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Per la valorizzazione dei beni della collettività e delle generazioni che verranno, contro la svendita del patrimonio pubblico, dei servizi e delle reti.

È in atto da tempo una gigantesca predazione del patrimonio pubblico da parte dei gruppi di affari. La conseguenza è la privatizzazione degli spazi pubblici a disposizione delle popolazioni. Città con sempre meno servizi pubblici e popolazioni senza centri di aggregazione.

L’esperienza amministrativa di Napoli ha reso evidente quanto sia fondamentale promuovere il confronto pubblico tra le realtà associative, di volontariato e sociali, protagoniste della rigenerazione urbana, per ascoltarne le esigenze e sviluppare insieme proposte di deliberazione sull'uso sociale e collettivo del patrimonio pubblico.

E’ il momento di una proposta politica che realizzi quanto sia importante non svendere, ma valorizzare il patrimonio pubblico, attraverso usi temporanei e civici, che danno vita a luoghi di confronto e di sperimentazione.

In controcorrente rispetto al pensiero unico liberista delle privatizzazioni selvagge, l’esperienza politica di Napoli ha dimostrato di non aver privatizzato nemmeno un servizio di rilevanza pubblica costituzionale, di aver liberato la gestione del patrimonio immobiliare e realizzato delibere sui beni comuni in cui le collettività urbane che si prendono cura dei beni per la fruizione collettiva non sono occupanti da sgomberare, come fanno in altre città, ma abitanti che hanno liberato spazi e costruito profitto sociale; delibere sulla valorizzazione sociale del patrimonio; messa in sicurezza dei beni pregiati della città contro il rischio di vendite speculative.

 










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Diritto alla salute / Medicina di Genere

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Per la difesa dei diritti e per un nuovo ruolo del diritto, che non annichilisca e frantumi la dignità della persona, ma che la liberi in un progressivo percorso di benessere, di autodeterminazione e di libertà delle scelte.

La salute del cittadino non è solo un diritto sancito dalla Costituzione, ma anche la base del benessere sociale della collettività e della crescita della comunità.

Guardiamo ad un Paese fatto di luoghi dove si esercitano i diritti essenziali, di ospedali e luoghi di cura che tutelino il diritto alla salute e il bene della vita.

Pensiamo ad una proposta politica che consideri la salute, non solo come assenza di malattia, ma come uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale al quale concorrono diversi fattori sociali, ambientali, culturali. Non è possibile esercitare il diritto alla salute se non sono tutelati quei diritti fondamentali relativi alla casa, alla scuola, ai trasporti, alla salubrità ambientale, alla cultura, all’assistenza sociale, al lavoro, al benessere e al rispetto della dignità.

L’esperienza amministrativa di Napoli in questi anni ha dimostrato di valorizzare un modello di governo fondato sulla cooperazione e il confronto con la società civile, attivando tutti gli strumenti atti a garantire la concreta partecipazione dei cittadini e delle loro organizzazioni alla gestione sociale della salute mediante l’istituzione di un organismo consultivo.

Guardiamo alla costruzione di una proposta politica che valorizzi una medicina critica, gender oriented, orientata cioè a cogliere le differenze di genere rispetto ai processi di salute e malattia, e che porti allo sviluppo di Linee Guida differenziate per genere.

E’ il momento di passare dalle parole ai fatti: è necessario un bisogno di conoscenza delle metodiche e delle misure “di genere”, sia diagnostiche che terapeutiche, oltre che di cura, per migliorare le prospettive della salute femminile e maschile.

Al centro, dunque, le persone, la difesa dei diritti e il diritto all’autodeterminazione, le libertà civili, la parità di genere, in un mondo in cui l’orientamento sessuale, e, con esso, la libertà di amare e di essere amati, è ancora motivo di odio e di discriminazione.

 










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Parità di genere / Libertà civili e Diritti

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Per la difesa dei diritti e per un nuovo ruolo del diritto, che non annichilisca e frantumi la dignità della persona, ma che la liberi in un progressivo percorso di benessere, di autodeterminazione e di libertà delle scelte.

È il momento di porre il femminismo e la soggettività delle donne a fondamento di un progetto alternativo al dominio neoliberista, come ai nuovi patriarcalismi, come a ogni dominio. Una proposta alternativa che rivendichi diritti per tutti e tutte, dal welfare al lavoro, dal diritto alla salute pubblica all’ambiente, dalla libertà di scelta alla lotta allo sfruttamento, dal diritto alla genitorialità alla lotta agli stereotipi di genere.

È il momento di agire contro ogni forma patriarcale di violenza, razzista, sessista, transomofoba, che, attraverso forme di oppressione, strumentalizzazione, imposizione di modelli, nega diritti e libertà delle donne.

È il momento di azioni che contrastino la precarietà del lavoro delle donne e le crescenti povertà, che con coraggio ripensi a nuovi programmi di istruzione e di formazione, sviluppi l’imprenditorialità femminile, la leadership delle donne, crei nuove forme di lavoro.

È giunto il momento di costruire una proposta di emancipazione e di autodeterminazione che metta in atto misure concrete e strutturali per difendere i diritti delle donne, per garantire la parità tra donne e uomini (parità salariale, parità di genere in politica) e i diritti della comunità LGBT+.

Occorre costruire una proposta che intervenga con misure concrete che pongano in essere la piena attuazione della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.

Questo significa assumere un impegno responsabile e chiaro su una differente “visione” della crescita e dello sviluppo di un Paese, dove ognuno/a sia riconosciuto/a e valorizzato/a nella propria differenza e nella costruzione del benessere comune.










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Cambiamento climatico / Ambiente

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Per la salvaguardia dell’ambiente e l’attenzione al cambiamento climatico, l’accesso all’acqua e al cibo, per l’ossigeno bene comune.

È giunto il momento di elaborare una proposta ecologista capace di esprimere una visione del mondo che vogliamo, che risponda a sfide impegnative come quella del cambiamento climatico, che sappia garantire l’accesso all’acqua e al cibo, alle risorse che regolano la vita delle città e dei territori, la pianificazione ecologica delle risorse rinnovabili, la redistribuzione delle risorse, per assicurare un futuro di equità e benessere condivisi.

È il momento di sostenere chi lotta per difendere ciò che resta, di cambiare mentalità e stili di vita, di educare per avere un Mondo più equo, per la difesa della propria terra, affinché sia messa al riparo da chi, avendo come unico obiettivo il proprio egoistico tornaconto, mira a depredare ciò che è patrimonio di tutti.

È il momento di tornare a porre al centro della decisione politica il “valore primario ed assoluto” dell’ambiente. Farne un principio-guida per l’esercizio di ogni altra “politica”. Rendere ad esso una disciplina sistematica ed organica proiettata verso il medio e lungo termine e, pertanto, verso il futuro. Affinché, anche in ragione dei mutamenti climatici che stanno affliggendo il nostro pianeta, la sua tutela divenga effettiva, incisiva, concreta.










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Costruire la Pace / Welfare / Associazioni in Rete

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Per la costruzione di ponti per la pace, contro ogni politica basata sulla costruzione del rancore, il commercio e il finanziamento delle armi.

E’ il momento di costruire una proposta che metta in discussione ogni condizione illegittima e ogni compromesso morale e guardi a un paese che superi ogni accordo fondato sugli investimenti e gli armamenti militari, non più partecipe della devastazione ambientale, ma che si riconosca in politiche di accoglienza e di integrazione, nella garanzia di accesso all’acqua e al cibo, alle risorse che regolano la vita delle città e dei territori, nella pianificazione ecologica delle risorse rinnovabili, nella redistribuzione delle risorse.

Vogliamo guardare ad un Paese fatto di democrazia, di autonomia, di luoghi dove si esercitano i diritti essenziali, di ospedali e luoghi di cura che tutelino il diritto alla salute e il bene della vita e di nuovi luoghi del collettivo che sappiano dare voce all’accoglienza.

È ora di mettere in connessione tutte le esperienze di pratiche sociali per la costruzione di una visione comune sul tema del welfare, un metodo che sviluppi una pratica comune di lavoro sui territori per la costruzione di reti di solidarietà popolare e sociale.

Guardiamo ad un Paese che metta al centro la persona, con il suo carico emozionale, il suo immaginario collettivo, la sua relazionalità profonda e trasformatrice, nel suo confluire in un progetto sociale di diritti, di solidarietà, di creatività, di immaginazione del futuro.










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Democrazia partecipativa / Beni Comuni

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Per la promozione degli usi civici, dei processi di redditività civica, per la distribuzione di sovranità, per l’affermazione dei beni comuni.

È giunto il momento di rimettere al centro i bisogni e le esigenze delle collettività e di porre fine ad una politica orientata al consumismo universale senza regole e privatizzazioni selvagge.

Occorre riaffermare la democrazia, che va declinata nelle forme della democrazia rappresentativa dei territori, della democrazia diretta e della democrazia partecipativa. Democrazia fondata sulla politica intesa come risposta partecipata anche e soprattutto da parte della società civile, perché la delega totale della rappresentanza non comporti l'arroccamento del potere e la sua chiusura autoreferenziale. Dunque è la democrazia a dover essere sostenuta e difesa, soprattutto in questo passaggio storico.

I “beni comuni”, intesi come beni funzionali all'esercizio dei diritti essenziali delle collettività, e perno della democrazia partecipativa, pratica virtuosa per garantire a tutti l’accesso alle risorse che regolano la vita delle città e impegno a costruire filiere e infrastrutture di comunità, sono la grande sfida. Luoghi della collettività, della solidarietà intergenerazionale, in cui si affermi il principio della gestione diretta da parte delle collettività.

È mettendo al centro l'uomo e le collettività che l’esperienza Amministrativa di Napoli ha dimostrato quanto i beni comuni possano costituire, nelle loro forme diversificate e complementari, una frontiera per tutti, un progetto di relazioni che mette la collettività e suoi diritti essenziali al centro, anteponendo la persona ad ogni pareggio di bilancio o costruzione di debito.

È con il percorso dei beni comuni che l’esperienza politica di Napoli ha reso evidente quanto sia fondamentale promuovere il confronto pubblico tra le realtà associative, di volontariato e sociali, protagoniste della rigenerazione urbana, per ascoltarne le esigenze e sviluppare insieme proposte di deliberazione sull'uso sociale e collettivo del patrimonio pubblico.

È necessario definire un percorso che sia in grado di dare concreta attuazione alla relazione che lega il paesaggio, quale “sfera giuridica in senso proprio”, ai diritti civili e sociali delle persone. Al diritto di cittadinanza, in quanto Diritto alla Città.

Troppo forte è il legame fra diritti e beni comuni, troppo forte è il legame fra beni comuni e la democrazia.










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Politiche del Lavoro / Nuove economie / Debito

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Per il rispetto dei diritti essenziali e inviolabili. Per il diritto alla vita, all’autonomia, alla formazione, contro ogni forma di negazione dei diritti che si nasconde dietro il pareggio di bilancio, la costruzione del debito, il rispetto dei vincoli di finanza.

È venuto il momento di unire l’Italia valorizzando tutte le autonomie. Consolidare diritti e libertà individuali. Un Paese che ha le competenze e le eccellenze per coniugare impresa, diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ed ambiente.

È il momento di tornare a porre al centro della decisione politica il lavoro come diritto e non considerarlo come un problema di ordine pubblico. L’esperienza amministrativa di Napoli ha dimostrato come in un Paese dove il lavoro, quello vero, è sempre più assente nelle agende politiche, assume a tempo indeterminato cittadine e cittadini e ha dimostrato di prendere a cuore vertenze complicate e battersi contro un atteggiamento imprenditoriale tipico di territori dove la proprietà e il profitto hanno un peso maggiore dei diritti e della dignità, perché questi non hanno prezzo e non sono beni scambiabili.

E’ il momento di lanciare un vasto programma pubblico che rilanci l’occupazione, rompendo una camicia di forza insostenibile, fatta di tagli di trasferimenti dallo Stato, di misure di austerità, di vincoli derivanti dal patto di stabilità interno, di spending rewiew.

È il momento di promuovere attività produttive ecologicamente compatibili, che consentano un'economia circolare e un riuso efficiente delle risorse, senza intaccare l‘equilibrio degli ecosistemi, delle biodiversità e la loro capacità di rigenerarsi.

È il momento di costruire una proposta che rispetti i diritti essenziali e inviolabili. Siamo per il diritto alla vita, all’autonomia, alla formazione, contro ogni forma di negazione dei diritti che si nasconde dietro il pareggio di bilancio, la costruzione del debito, il rispetto dei vincoli di finanza.










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Politiche giovanili / Formazione / Ricerca Innovazione

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Per la promozione di una ricerca autenticamente libera, svincolata dai criteri di produzione dell’ASN nazionale e dai dettami accademici, il cui prevalente interesse si stringe da troppo tempo su politiche di veicolazione delle carriere e su un nefasto esercizio del potere.

È il momento per un vasto ripensamento della spesa sociale volta a garantire diritti universali (sanità, scuola, università, trasporti), contro la finanza parassitaria, che poggia sul trasferimento di prerogative dalle istituzioni pubbliche ai soggetti privati, dediti a speculazioni finanziarie.

Vogliamo pensare ad un paese che sia in grado di costruire un futuro per le nuove generazioni, che sia in grado di favorire l’accesso a un reddito universale. L’esperienza amministrativa di Napoli ha reso evidente come sia importante innescare un'entusiasmante e reciproca contaminazione e creare una nuova identità ed intelligenza collettiva, affinché non faccia sentire i giovani soli ma punto di un cerchio che vuole creare un vortice di cambiamento, non per l'interesse e lo sviluppo dei soliti pochi, ma di tutti. Siamo per una redistribuzione delle risorse e la costruzione di un fondo sociale di coesione per i diritti delle giovani generazioni.

Vogliamo pensare ad un paese che promuova la creatività e il livello di innovazione di una comunità, perché ciò determina un elevamento della qualità della vita che, a sua volta, implementa la capacità attrattiva della stessa comunità, attivando un circolo virtuoso tra creatività/qualità della vita/capacità attrattiva.

Pensiamo ad un paese fatto di scuole dove germogli un lessico condiviso, basato su valori universali, dove il singolo, e l’altro, possano incontrarsi nel rispetto delle loro differenze. In un percorso che li tiene insieme. Siamo per una scuola dell’emancipazione: apprendere, comprendere e agire i saperi.

Pensiamo ad un’università che sia il luogo della ricerca libera, un’università pubblica, “proprietà” di tutti, in particolare di studenti e docenti, cui spetta suggerire e sperimentare senza condizionamenti i metodi più adatti a governarla e a vigilare, perché siano in sintonia con i bisogni della società. Siamo per una formazione che non si limiti a competenze funzionali alle logiche del mercato, ma che consenta l’acquisizione di un sapere critico, libero e multidisciplinare: questa è la vera sfida, una decisiva tutela per la democrazia.

Siamo per una ricerca che non sia subordinata a vincoli temporali e di produzione ma che sia valutata per la qualità, che si misura per la metodologia, l’originalità, la capacità innovativa e la ricchezza creativa. Riteniamo che l’ANVUR vada abolito, perché fa della quantità della produzione scientifica la misura della qualità di testi che le commissioni non leggono, e rifiutiamo i principi che regolano oggi la verifica dell’attività di docenti e ricercatori, in quanto strumenti di controllo della cultura.

 










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Per le opere utili e necessarie, contro le grandi opere inutili.

Guardiamo ad un Paese che sostenga la costruzione di opere utili e necessarie che intervengano sulla fragilità delle nostre coste e dei nostri versanti dell’Appennino, sulla bonifica dei nostri territori, sugli investimenti dell’ambiente, sulla salvaguardia delle biodiversità e sull'accesso per tutti all'acqua, quale bene primario per la coesistenza di tutte le specie viventi.

Guardiamo ad un Paese che sostenga una grande opera pubblica: salvare il Pianeta dal basso, dalle città, dalle campagne, dalle montagne, dai fiumi, dai laghi, dai mari, che lotti ogni giorno per la difesa dell'ambiente e per contrastare il cambiamento climatico.

Pensiamo ad una proposta politica che affermi quanto il nostro Paese non abbia bisogno di opere inutili che inquinano e devastano (TAV, MOSE, MUOS, trivelle, gasdotto transadriatico….) e che dia voce ai movimenti, ai comitati e alle realtà sociali fortemente attivi contro la devastazione ambientale e le grandi opere inutili, per contribuire a costruire un modello di economia e di società basato sulla giustizia ambientale, sulla partecipazione democratica e sulla tutela e valorizzazione dei beni comuni.

Pensiamo ad una proposta politica che rimetta al centro dell’agenda politica i diritti fondamentali e i temi che riguardano i diritti delle comunità, la salvaguardia dei territori perché oggi assistiamo a deforestazioni, a dinamiche diasporiche, a processi di sterilizzazione dei territori, a progressivi fenomeni di desertificazione.

È da tutto ciò, come un monito per tutti, che oggi si alza potente il grido di una rinnovata coscienza politica, che è insieme ambientale ed ecologica, che guarda al paesaggio come un diritto e un bene di tutti, un bene comune.










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