“Esprimo il mio e il nostro cordoglio alla famiglia di Salvatore, uno dei tantissimi figli della Forcella onesta ed operosa, morto ieri per guadagnare 35 euro”. Così il segretario nazionale di Dema, Enrico Panini, nel commentare la tragedia che ha coinvolto Salvatore Caliano, 21enne che aveva accettato di pulire l’ascensore di un palazzo in via Duomo, dove però ha trovato la morte. “Salvatore aveva scelto comunque un lavoro e non altre strade per guadagnare alcuni spiccioli – aggiunge il segretario nazionale di Dema – e questa tragedia testimonia di un rifiuto radicale ad un sistema criminale che ti promette guadagni immediati e facili. Piuttosto che riposarsi, nell’ora di pausa dell’attività di barista, aveva deciso di guadagnare un piccolo extra con un lavoro onesto. Una scelta che gli è costata la vita.

Ed è inaccettabile che si muoia così”. Salvatore è solo l’ultima vittima di una strage continua, che nel 2017 ha strappato la vita ad oltre 600 lavoratori, stando ai dati ufficiali. Ed è per questo che Enrico Panini, a nome del movimento Dema, rivolge un appello alla politica: “E’ il momento che ci si impegni concretamente ad attuare la nostra Costituzione, garantendo la sicurezza sui posti di lavoro: serve un impegno concreto a livello nazionale, con norme stringenti e maggiori controlli. Ogni giorno migliaia di ragazzi come Salvatore scelgono da che parte stare, sudando e lavorando duro: vanno difesi e tutelati con una lotta senza quartiere al lavoro nero e insicuro”.

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