L’attuazione del federalismo fiscale ha matematicamente danneggiato i comuni del Mezzogiorno, ai quali sono stati riconosciuti progressivamente sempre meno diritti essenziali e quindi meno risorse per finanziarli.

Per lungo tempo i numeri sono rimasti sconosciuti o addirittura nascosti. E allora, è stato più facile diffondere false credenze sulla quantità di soldi e sprechi pubblici al Sud.

Con il federalismo, il meccanismo per calcolare i fabbisogni dei Comuni, in relazione ai servizi al cittadino, è basato sulla cosiddetta spesa storica. In pratica, se un Comune in Emilia Romagna paga il campo estivo agli studenti più poveri, quel servizio è considerato un diritto essenziale garantito dal Comune, ma pagato con le tasse di tutti gli italiani, da Nord a Sud; mentre, se in Calabria un Comune non sostiene la spesa per la mensa scolastica, quel servizio viene calcolato come non essenziale, semplicemente perché da sempre non viene garantito.

Il Comune più danneggiato d’Italia dalle distorsioni del federalismo fiscale è Giugliano. Seguono Afragola e Reggio Calabria. La città di Napoli, invece, perde 159 milioni di euro ogni anno.

In Italia, dal 2015, vengono negati i principi di uguaglianza, coesione e solidarietà territoriale previsti dalla Costituzione che stabilisce l’omogeneità delle prestazioni civili e sociali su tutto il territorio nazionale.

Dal 2017, inoltre, sono state introdotte, le cosiddette “variabili territoriali” per i servizi sociali, come l’assistenza ai disabili e agli anziani. Il valore medio che il sistema dei Comuni può permettersi per garantire tali servizi è stato calcolato in 67 euro pro-capite, riconosciuti effettivamente soltanto alle regioni della Lombardia e del Veneto.
In Campania, la regione più penalizzata insieme al Molise e alla Calabria, il taglio per i servizi sociali sfiora quasi i 36 euro pro-capite. Anche stavolta il criterio è il medesimo: se si risiede in una regione che offre complessivamente meno servizi, ai cittadini spettano meno diritti.

I dati sono frutto di un’inchiesta giornalistica che andrà in onda stasera a Report, su Rai 3. Vale la pena approfondire. Perché sono questi numeri e queste cifre la premessa indispensabile da cui partire per mettere in discussione ogni pretesa di regionalismo differenziato e ogni necessaria rivendicazione di giustizia ed equità per il Sud.

Flavia Sorrentino – Responsabile Nazionale Dipartimento Autonomie

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