Il 24 settembre scorso la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza a dir poco storica.

La Corte d’Assise di Milano aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale nell’ambito del processo per la morte di Fabiano Antoniani, nome d’arte di DjFabo, in cui si è difeso Marco Cappato, il radicale che aveva accompagnato DJ Fabo nel suo fine vita. Quest’ultimo, il 27 febbraio del 2017,come e notorio, era andato in Svizzera per rendere possibile il suo fine vita, accompagnato appunto da Marco Cappato, che per questo ha rischiato 12 anni di reclusione, nel caso in cui fosse stato condannato per istigazione al suicidio.

La sentenza della Corte Costituzionale non è stata ancora pubblicata. Quindi non siamo a conoscenza del provvedimento nella sua versione integrale ma ne conosciamo solo il dispositivo. Sappiamo solo che la Corte, dopo aver atteso 11 mesi invano il sollecitato intervento legislativo in materia, ha dichiarato la non legittimità dell’art. 580 del codice penale e quindi la non punibilità di chi, a determinate condizioni, agevola l’esecuzione del proposito di suicidio.

In particolare, la Corte Costituzionale ha deciso, come fa sapere il suo ufficio stampa, che “non è punibile, ai sensi 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.
La Consulta, però, torna a chiedere un intervento del Parlamento.

Pertanto, anche alla luce della pronuncia della Corte Costituzionale, demA chiede che si legiferi quanto prima sull’annosa questione del fine vita. Perché non si può delegare alla magistratura l’ingrato compito di far fronte alle lacune normative. C’è necessità di una legge che dia la possibilità alle persone di autodeterminarsi e di porre fine alla propria esistenza se foriera di sofferenze a causa di una patologia irreversibile.

Maria Giovanna Castaldo

Responsabile Nazionale demA Dipartimento Giustizia

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