Il condono fiscale approvato in queste ore nel Consiglio dei Ministri riporta drammaticamente l’Italia al periodo del governo Berlusconi e Tremonti.
Tutti i governi di centro destra degli ultimi decenni hanno puntualmente adottato questo strumento, ottenendo, come logico risultato, una nazione con un livello di evasione fiscale e di lavoro sommerso tra i più alti del mondo.
Ed ogni volta si è dichiarata l’eccezionalità dei provvedimenti e la loro valenza sociale. Ma non c’è niente di più sbagliato e falso. La loro costante ripetitività favorisce, di fatto, l’evasione. E non basta cambiare il nome in “pace fiscale”. Si vuole fare tanta cassa in poco tempo, incentivando il mancato rispetto delle regole e producendo risultati catastrofici, nel lungo termine, sui conti pubblici.

Risulta oltremodo conveniente cancellare completamente un debito con lo Stato, fino a massimali di centomila euro per ogni anno, pagando un misero 20% di quanto originariamente dovuto. Il tutto a discapito delle tante imprese, dei lavoratori e di tutte le famiglie italiane che, a costo di immani sacrifici sono riusciti a pagare regolarmente.
Si deve certamente intervenire, con strumenti giuridici constanti, specifici e di portata generale, per risolvere le difficoltà dei contribuenti, dovute a gravi situazioni di disagio economico, familiare o di crisi aziendale, ma non si deve farlo con il continuo ricorso al condono, alimentando l’illegalità, delegittimando le istituzioni e premiando chi evade regolarmente le tasse.

Lo Stato, invece, ha il dovere di combattere l’evasione fiscale, che ha raggiunto cifre impressionanti, che rappresenta il cancro della nostra economia, che non garantisce futuro ai giovani ed alle famiglie, che non ricevono servizi pubblici e sociali che rispondano alle loro reali esigenze ed ai bisogni essenziali.
Aumenta l’evasione e cresce l’economia sommersa, mentre lo Stato riduce costantemente i conferimenti agli enti locali, le risorse da assicurare alla sanità, alla scuola ed alle politiche sociali.
Deve essere innalzato il livello di legalità, di giustizia sociale e premiato il rispetto delle regole, pur andando in soccorso di coloro che, per questioni contingenti, si trovano in un momento di difficoltà.

Ne deriva un giudizio fortemente negativo sul provvedimento adottato dal governo ed un deciso invito ad attuare, invece, serie e radicali azioni di contrasto all’evasione fiscale ed una feroce offensiva contro la più grande e potente “industria del sommerso” italiana: la criminalità organizzata.

Segreteria Politica demA

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