Con grande stupore, apprendiamo che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, su sollecitazione di due parlamentari napoletani del Movimento Cinquestelle, ha bloccato un cantiere già aperto e avviato, riguardante la realizzazione di una camera di areazione necessaria per la realizzazione della metropolitana Linea 6, in Piazza del Plebiscito: una griglia di appena venti metri quadri. Un cantiere regolarmente autorizzato dopo un lunghissimo iter burocratico durato oltre sei mesi, che ha ottenuto tutti pareri favorevoli incluso quello della Soprintendenza, e dopo che erano già state studiate, valutate e scartate tutte le probabili collocazioni alternative in città, le quali avrebbero comportato nuovi scavi oltre che nuovi disagi per la mobilità cittadina.

Infatti, la scelta è ricaduta su Piazza del Plebiscito, dopo una valutazione di costi, ottimizzazione dei tempi e minore impatto in termini di ulteriore scavo di sottosuolo napoletano, in quanto al di sotto di Piazza del Plebiscito, già esiste una cavità risalente ai vecchi lavori della LTR, pertanto questa sarebbe stata riutilizzata e rifunzionalizzata.

Con il blocco dei lavori da parte del MiBACT per ulteriori approfondimenti, che prevedono una soluzione alternativa quale la realizzazione di uno scavo ex novo molto profondo, o in Piazza Carolina o in Piazza Trieste e Trento, si corre il rischio di sforare i tempi di ultimazione lavori e di rendicontazione previsti dall’Unione Europea, con conseguente mancata consegna dell’opera finita e restituzione dei finanziamenti europei ricevuti. 

È quasi superfluo a questo punto aggiungere che griglie del genere sono presenti nelle piazze monumentali italiane e europee. È superfluo aggiungere che buona parte della pavimentazione di piazza del Plebiscito è costituita da sampietrini e non dagli storici basolati partenopei. È del tutto superfluo aggiungere che l’alternativa alla linea 6 sono auto, traffico, inquinamento: un modello di mobilità non più sostenibile per la città di Napoli. Non è invece superfluo rimarcare che la Linea 6 della Metropolitana è fondamentale per i vari nodi di interconnessione con altre linee su ferro e per ridurre il numero di auto nella tratta Municipio-Chiaia-Fuorigrotta, migliorando quindi, con la viabilità, anche l’aria che respiriamo.

La decisione del Ministero di bloccare i lavori ci lascia increduli ed esterrefatti: mai prima d’ora è stato emanato un simile provvedimento come quello di sospendere un lavoro in corso d’opera peraltro in conseguenza di una semplice interrogazione parlamentare e senza nessuna preventiva valutazione e approfondito studio del progetto che si stava realizzando. La decisione del MiBACT appare scellerata ed inusuale e non tiene in alcun modo conto dei danni economici che ne deriveranno, con conseguente aggravio sulle casse comunali e quindi sui cittadini.

Allo stesso tempo l’atteggiamento dei parlamentari cinquestelle, non ci stupisce più: in questi mesi di governo giallo-verde abbiamo assistito alle più grandi contraddizioni di un movimento che ha dimostrato tutta la sua inaffidabilita politica, dimostrando l’incapacità di mantenere le promesse elettorali soprattutto in materia ambientale. Basti ricordare che hanno approvato un condono edilizio il quale permette ai privati, che per lunghi anni hanno devastato “l’isola verde”, di mettersi in regola avallando così scempi ambientali che hanno provocato danni idrogeologici drammatici per Ischia. Basti ricordare che hanno acconsentito alla continuazione dei lavori del TAP e della TAV, opere che hanno sempre osteggiato e per le quali hanno alzato barricate da parlamentari d’opposizione, mentre ora che sono al Governo non intendono più fermare, trincerandosi dietro la scusa che non vogliono fare nessun tipo di danno economico al nostro Paese. Pertanto è singolare l’atteggiamento nei confronti della città di Napoli: si esulta per aver impedito la realizzazione di appena venti metri quadri di grate in Piazza del Plebiscito, si esulta per aver bloccato un’importante infrastruttura pubblica quasi ultimata, non curanti dei danni che non sono solo economici. Cosa si nasconde dietro questa bipolarità comportamentale dei Cinquestelle? Napoli non può essere danneggiata da chi evidentemente non ha competenza e contezza dei danni che si provocano con decisioni così sciagurate.

 

Rosario Di Lorenzo – Segreteria politica demA con delega ai trasporti e alle infrastrutture

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