Care Compagne e cari Compagni,

Venerdì 25 Maggio, presso il Cinema Modernissimo di Napoli, si terrà durante tutta la giornata l’Assemblea del Movimento demA (Democrazia e Autonomia) con cui intendiamo aprire la nostra prima stagione congressuale, una stagione che ci vedrà impegnati nei mesi successivi, nella costruzione di uno spazio politico nazionale, largo e plurale ma al contempo coerente e omogeneo, che guarda innanzitutto all’aggregazione e alla ricomposizione dei tanti movimenti sociali, comitati, liste civiche, associazioni territoriali e singoli cittadini e cittadine che si pongono attivamente come attori e attrici della trasformazione del nostro presente. In questa fase di estrema incertezza del paese, di crisi irreversibile dei meccanismi della rappresentanza classica, demA, a partire dalla sua genesi di movimento territoriale e municipalista, intende allargare il proprio orizzonte verso e oltre i confini nazionali, facendo però tesoro della ricchezza dell’esperienza di governo di una città complessa e difficile come Napoli.

Intendiamo praticare attraverso demA concretamente una inversione della modalità con cui si costruiscono da sempre i soggetti politici e proporre, a partire dall’Assemblea di Venerdì 25, un metodo di lavoro che parta dal basso, vale a dire dalla confederazione dei territori e dalle esperienze locali per costruire la nostra opzione nazionale, dimostrando innanzitutto che l’Italia non è affatto il paese abbrutito e addormentato che spesso la narrazione main stream vuole proporci ma che è invece una penisola ricca di resistenze, protagonismo civico e sperimentazioni di pratiche di democrazia reale e radicale. Esiste un patrimonio di buone pratiche, saperi alternativi, esperienze resilienti e resistenti che è invisibile solo a chi non sa dove guardare: non esiste – certo – un ‘popolo della Sinistra’ che aspetta il prossimo cambio della nomenclatura; ma esistono comunità solidali che costruiscono ogni giorno pezzetti di mondo migliore, combattendo metro su metro contro un sistema di sviluppo che guarda al profitto di pochi come obiettivo e alla mortificazione delle povertà come strumento. Questa mappa delle insubordinazioni e della resistenze è il nostro spazio politico. Vogliamo lanciare questa scommessa nella chiarezza delle posizioni, senza ambiguità di nessun tipo, su valori che per noi non sono negoziabili. Priorità della giustizia sociale sulla legalità formale. Diritto alla libera circolazione per tutti gli uomini e le donne indipendentemente dal luogo di nascita. Dignità del lavoro. Contrasto a ogni guerra imperialista. Difesa del paesaggio e dei beni comuni contro la devastazione ambientale. Garanzia del diritto all’esistenza degna delle autonomie locali. Contrasto ad ogni forma di discriminazione di genere, razza e religione. Tutela dei diritti sociali tutti così come enunciato dalla nostra costituzione repubblicana. Viviamo un momento storico in cui essere partigiani: in cui scegliere da che parte stare è più importante di scegliere in che partito essere.
La nostra parte è quella dei diritti, dei beni comuni, della democrazia, dell’antirazzismo.
Crediamo che questa sia la parte di tante e tanti ed è a loro che dobbiamo sforzarci di parlare. Le fusioni a freddo tra le sempre più piccole enclavi della rappresentanza della seconda repubblica non funzionano e non possono funzionare. Ciò che può funzionare, però, è immaginare uno spazio pubblico di discussione non ambiguo, chiaro sui temi e non disposto a svendere i propri principi sul tavolo delle intese a geometrie variabili. Riteniamo non sia più il tempo dell’attesa. Il futuro del paese rischia di essere scritto da mani ciniche che hanno perso di vista l’umanità a favore della costruzione di comunità del rancore e della barbarie. Non possiamo restare inerti.
E’ tempo di confederare le autonomie in un percorso comune.

Per questo vi invitiamo a partecipare all’assemblea di Venerdì 25, a condividere la discussione e a portare il contributo delle vostre esperienze e battaglie entro uno spazio costituente e aperto da cui cominceremo un cammino collettivo di costruzione.

Collettivo demA

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