Sabato 30 marzo a Verona ci sarà la fiera dell’omofobia e della discriminazione.
Un’alleanza internazionale a dir poco sconcertante: dalla Russia ortodossa al Sudamerica cattolico tradizionalista, passando per gli Stati Uniti evangelicali, e paesi come Nigeria o Uganda dove divorzio, aborto e omosessualità sono reati.
Questi sono infatti i relatori del Congresso mondiale delle famiglie.
Tutti insieme a Verona, naturalmente con il sostegno di Salvini e del Veneto della Lega (il governatore Luca Zaia infatti non ha ancora ritirato il logo del patrocinio, mentre il Governo sostiene di averlo fatto, sebbene sui manifesti campeggi anche ora il simbolo…).
Il movimento demA sostiene invece che la famiglia non si tutela con l’odio o la discriminazione nei confronti di omosessuali, transessuali e di altri modelli di convivenza.
La famiglia è dove c’è amore!
In un Paese come l’Italia, dove ogni tre giorni una donna viene uccisa, quasi sempre da partner o ex partner, il governo – nella persona del suo ministro degli interni – dovrebbe pensare a come combattere la violenza di genere, impegnandosi in una battaglia culturale fin dalla scuola, anziché soffiare sul fuoco dell’odio.
Una vergogna davvero senza fine, che trascinerà il nostro Paese indietro di 100 anni e alla quale tutti noi dobbiamo assolutamente ribellarci!
Proprio per tutto ciò, demA sarà in piazza a Verona, al fianco delle persone, delle associazioni e di tutti i movimenti che manifesteranno in difesa di ogni inviolabile diritto individuale, nonché di tutte le conquiste di civiltà che sono costate innumerevoli battaglie e a cui tante donne e uomini hanno dedicato, spesso sacrificandola, la propria vita.

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