Il primo maggio apre il tanto atteso Expo Milano 2015, tra inchieste giudiziarie e spot pubblicitario della Mc Donald’s che propone l’happy meal menu per rallegrare la serata di una famigliola intristita da una noiosissima pizza napoletana.

L’Esposizione Universale sulla nutrizione sarà aperta fino al 31 ottobre e si pone il virtuoso quanto difficile obiettivo di dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.

Che tra gli sponsor ufficiali della manifestazione ci siano multinazionali dell’industria alimentare e della distribuzione, rappresentanti emeriti dello junk food e che, per la costruzione dei padiglioni destinati ad ospitare le eccellenze della tradizione agroalimentare di ogni paese, siano volate mazzette, gare truccate e tangenti in stile “prima repubblica”, fa parte del gran circo dell’incoerenza cui oramai siamo assuefatti e che purtroppo non ci porterà molto lontano. Non certo in quel famoso “futuro sostenibile” che auspica la Manifestazione.

D’altro canto l’Expo, non possiamo negarlo, sarà l’occasione di incontro e confronto per 148 paesi che accenderanno i riflettori su un tema delicato e vitale quale il cibo e le sue contraddizioni: abbondanza, mancanza e spreco. Bambini obesi, bambini denutriti e 3 miliardi di tonnellate di cibo buttati via ogni anno. Questa la realtà da cui partire e sulla quale la politica deve effettuare le proprie scelte.

Proprio per l’importanza del tema affrontato, vorremmo evitare di buttare via il bambino con l’acqua sporca, condannando in toto l’Expo Milano 2015. Vorremmo un Expo epurato dallo sperpero di denaro pubblico, dalle ipocrisie di sponsor che, mentre finanziano una manifestazione volta a combattere lo spreco del cibo e l’obesità infantile, promuovono l’acquisto di menu extralarge, alette di pollo fritto e milkshake, salvo poi aggiungere alla lista dei prodotti le fettine di mele confezionate (ma quale bambino le sceglierà mai?).

Vorremmo, se possibile, prenderci la parte buona: l’attenzione e la discussione sul cibo e lo sfruttamento della Terra, il confronto sui temi dell’agricoltura, dello sviluppo sostenibile, della lotta contro la fame per il benessere comune, il dialogo tra Paesi, Organizzazioni internazionali, società civile.
Per questo motivo, tra Expo Milano 2015 e movimenti NO Expo, abbiamo cercato una terza via e l’abbiamo trovata: l’Expo dei popoli. Una via alternativa che sembra accogliere le istanze di maggiore concretezza e verità.

L’Expo dei popoli si svolgerà a Milano dal 3 al 5 giugno, ma prima di approdare nel capoluogo lombardo è passata da Genova e anche da Napoli . A voler congiungere simbolicamente l’Italia da Nord a Sud. L’obiettivo che si pone è quello di rispondere alla sfida di “Nutrire il Pianeta” applicando i principi della Sovranità Alimentare e della Giustizia Ambientale.

Promotori di questa iniziativa sono quaranta organizzazioni no profit italiane (non multinazionali che vendono cibo fritto o bibite gassate dagli ingredienti ancora “segreti”) che hanno racchiuso in un Manifesto richieste e proposte perchè possano vedersi finalmente riconosciuti e garantiti il diritto ad un’alimentazione adeguata e un uso equo e sostenibile delle risorse naturali. Risulta essenziale per il Comitato Organizzativo dell’Expo dei Popoli legare il tema del Diritto al Cibo a una serie di problematiche complesse che vanno dall’accaparramento di terre, in particolare nei paesi del Sud (land grabbing), alla speculazione finanziaria sul cibo inteso come commodity, vale a dire come bene indifferenziato; dall’impiego di metodi di produzione sostenibili e controllo di produzione sui mercati interni, per evitare surplus strutturali, alla partecipazione delle popolazioni nella formazione delle politiche agricole, con una speciale attenzione al riconoscimento dei diritti delle donne coltivatrici, che giocano un ruolo essen-ziale nella produzione agricola in generale e in quella alimentare in particolare (Per leggere l’intero Manifesto clicca qui http://expodeipopoli.it/il-manifesto/

Testimonials come il comico e scrittore napoletano Giobbe Covatta, il rapper Frankie hi nrg mc, lo scrittore inglese Tristam Stuart hanno raccontato a Napoli le loro esperienze concrete tra consumo di cibo con modalità alternative, missioni in Africa e zero spreco.
L’Expo dei Popoli sembra dunque essere la strada da seguire per raggiungere proprio quegli obiettivi alti e difficili che l’Expo Milano 2015 si è prefissato, al netto di vetrine, passarelle e promesse che difficilmente possono mantenersi. E lo spot con cui l’Expo dei popoli si presenta al mondo ce lo conferma, una deliziosa carrellata di 40 secondi in cui la macchina da presa segue gli automatismi alimentari di un giovane uomo. Ha ordinato tre panini ma ne mangia soltanto uno. Tre caffè, ma due li butta nel lavandino del bar. Tre gelati ma ne consuma uno solo. Poi l’ultima scena, il culmine, l’uomo cammina distrattamente accanto a un mendicante, lancia una monetina di poco valore nel suo cappello ma, guarda un pò, non centra l’obiettivo.

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