Brevi mie considerazioni

Emergenze, dissesto idrogeologico, Regione Campania, caso Sarno

Oggi, tutti sono impegnati a postare sui social foto e commenti in cui emerge chiaramente come tutto il territorio sia impegnato a far fronte alle emergenze derivanti da situazioni di dissesto idrogeologico. I comuni sono impegnate ad effettuare ordinanze eccezionali per cautelarsi giuridicamente da eventuali responsabilità e far fronte alle criticità in essere. Nel Comune di Sarno, dopo i tanti lutti e danni subiti nella frana del maggio del 1998, sembra ritornare la paura e il clima di insicurezza a causa del distacco di alcuni massi dal versante montuoso. Il problema non è intervenire nelle emergenze ma adottare strumenti di controllo territoriali permanenti al fine di monitorare le criticità, intervenire con azioni concrete e ridurre i pericoli per i cittadini.
Chi controlla e monitora le situazioni i versanti?
Chi adotta strumenti e azioni rapide per scongiurare situazioni di emergenza?

L’istituzione dei Presidi Territoriali, attraverso la creazione dell’Agenzia Regionale Difesa Suolo, era stata la risposta istituzionale a tale esigenza, partendo dalla positiva esperienza del lavoro effettuato dalle strutture commissariali dopo la frana del 1998 e dotando la Regione Campania di risorse umane (geologi, ingegneri e altre figure tecniche) che si erano formate sul campo grazie sopratutto al lavoro svolto dall’ex sb-commissario per l’emergenza Sarno Prof.Versace.
Tutto questo valore di professionalità ed esperienza era nell’ARCADIS ma la Regione Campania ha preferito cancellare e mettere in liquidazione tutto questo per i capricci politici del Governatore De Luca.

Sono trascorsi 20 anni dalla frana del maggio 1998, alcune cose sono state fatte e tante altre sono ancora ferme.
Molti cittadini addirittura non hanno ricevuto ancora il pagamento dei loro espropri mentre gli stati di avanzamento dei pagamenti delle loro pratiche di ricostruzione sono ferme proprio a causa della soppressione dell’Agenzia Regionale difesa Suolo. Ritorna la paura non solo per i massi caduti ma sopratutto perché sappiamo che si continua a parlare di dissesto solo quando ci sono simili eventi. La prevenzione dei rischi, il monitoraggio permanente, il controllo quotidiano del territorio, i progetti e la realizzazione delle opere di mitigazione del rischio, non possono essere elementi eccezionali ma devono essere strumenti costanti a difesa della nostra vita e del nostro territorio. Il governo nazionale, attraverso il Ministero dell’Ambiente ha il compito di rideterminare le competenze e le funzioni delle Autorità di Bacino al fine di semplificare i procedimenti e attribuire maggiore operatività a tali enti.

Urge un piano di investimenti nazionale capace di garantire interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei territori, limitare ogni rischio per i cittadini e sostenere il singoli Comuni ormai abbandonati a fronteggiare senza risorse le singole emergenza.

Giovanni Montoro – Coordinamento Nazionale demA

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