Il Cile da due settimane vive giorni di violenti proteste. Tutto è iniziato il 18 ottobre per manifestare contro l’aumento del prezzo dei biglietti della metropolitana per poi arrivare alla richiesta di dimissioni del presidente Sebastián Piñera. Le testate giornalistiche internazionali raccontano di repressione, persone scomparse, morte, detenute arbitrariamente, torturate e violentate dalla polizia. Reti femministe locali denunciano che le donne che partecipano alle proteste vengono arrestate, molestate e violentate (anche con le armi) dalle forze dell’ordine.

Il tutto è spaventoso: rievocando immagini di antica memoria nella storia del Paese dell’America Latina, i tempi della dittatura di Pinochet, ancora una volta sono le donne a pagare un prezzo troppo alto in un mondo spietatamente violento e maschilista. L’Instituto Nacional de Derechos Humanos (Indh) parla di almeno due casi di violenza sessuale, di donne detenute arbitrariamente e di altre scomparse di cui non si hanno notizie dal 18 ottobre: le loro madri sono disperate. In un video, divenuto virale sui social, da una sociologa cilena viene denunciato che “la polizia cilena, impegnata nella repressione della protesta civile che ha messo a ferro e fuoco il paese, si sarebbe macchiata di crimini orribili tra cui quello di violenza sessuale delle donne detenute”. Se ciò dovesse corrispondere al vero, e alcuni fonti sembrano confermare che il governo cileno stia facendo di tutto per non far trapelare le immagini delle violenze contro la popolazione civile, sarebbe davvero orribile, una violazione dei diritti umani! Le donne continuano ad essere le vittime e continuano a pagare con il loro corpo il prezzo di chi lotta per i diritti. Tutto ciò avviene a pochi giorni di distanza dal massacro e dall’uccisione di Hevrin Khalaf, donna impegnata politicamente per un Kurdistan libero, fucina di democrazia e parità di genere.

demA è vicina alle donne cilene, in difesa e salvaguardia dei loro e dei diritti di tutte le donne del mondo che si battono per un paese più equo, più democratico e paritario. Condanna la violenza alle donne, in tutte le sue forme, perché violentare una donna libera e l’idea di libertà che questa porta con sé è un atto vile e disumano.

demA si batterà sempre affinché non si pensi più che “nascere donna è già un grande atto di coraggio in un mondo spietatamente violento e maschilista”. Noi siamo con le donne cilene, per la loro libertà, le sosterremo nella loro lotta che tende a porre fine al patriarcato a cui le forze dell’ordine sono da sempre educate.

#Noisiamoconledonnecilene

Segreteria politica

Commenti
Post precedente

demA: Incredulità e delusione per l'astensione del M5S alla apertura dei porti alle navi delle ONG

Post successivo

demA: da Napoli sostegno alla candidatura a sindaco di Reggio di Saverio Pazzano .

Commenti al post

Scrivi qui un tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *