Art. 34 Costituzione Italiana: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”
Questo diritto è da sempre stato uno dei pilastri dell’uguaglianza e della fratellanza del nostro paese. Un concetto semplice che stabilisce in maniera chiara che tutti i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine sono uguali e che le loro aspirazioni non dovranno avere alcun limite eccetto il cielo.
Seppur, anche oggi, questo principio di civiltà, che dovrebbe stare alla base della nostra giustizia sociale, non è pienamente rispettato, il governo mira di fatto a distruggerlo completamente tramite la regionalizzazione del sistema formativo. Se approvata, questa irresponsabile politica di autonomia differenziata, condurrebbe alla definitiva fossilizzazione e all’aggravamento della diseguaglianza tra scuole, insegnanti e studenti di serie A contro quelli di serie B.
La scuola pubblica è prima di tutto un servizio alla comunità e la colonna portante di una società giusta, inclusiva e plurale, perciò demA non può che unirsi e sostenere l’appello lanciato dai sindacati e dalle associazioni contro questo provvedimento irresponsabile che mira a lacerare il tessuto sociale e culturale italiano.
La rinascita dei territori in difficoltà non può che passare da un’unificazione dell’offerta del sistema formativo, che possa essere la piattaforma di lancio per un rinnovato modello di inclusione e partecipazione sociale.
Insieme possiamo farcela!

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