“Ci sono voluti nove  lunghissimi anni, ma finalmente la verità sulla morte di Stefano Cucchi sta emergendo al di là dei depistaggi di Stato e delle falsità: per noi, quel corpo martoriato ha parlato fin da subito. La speranza è che ora sia fatta giustizia: per Stefano, Ilaria e tutta la famiglia Cucchi”. Lo dichiarano con una nota stampa i membri della segreteria del movimento politico demA, movimento da sempre al fianco di Ilaria Cucchi nella sua lotta per la verità. La svolta c’è stata questa mattina, quando il pm Giovanni Musarò ha reso noto, in apertura di udienza, un’attività integrativa di indagine dopo che uno dei carabinieri imputati, Francesco Tedesco, in una denuncia ha ricostruito i fatti di quella notte e ha «chiamato in causa» due dei militari imputati per il pestaggio. “In questi anni ne abbiamo sentite di tutti i colori – aggiungono gli esponenti della segreteria di demA – e Stefano ha dovuto sopportare angherie di ogni genere. C’è chi ha fatto carriera politica offendendo la memoria di Stefano e della famiglia Cucchi: è giunto il momento che, rappresentanti dello Stato in primis, chiedano scusa e accettino la verità per quanto tremenda essa sia. Noi non dimentichiamo che Giorgia Meloni è arrivata a sostenere che andava abolito il reato di tortura perché impedisce agli agenti di fare il loro lavoro. L’attuale ministro Salvini ha dichiarato pubblicamente che Ilaria gli “faceva schifo”. La destra italiana si è macchiata di un’indegna difesa a spada tratta di chi ha ucciso un ragazzo a sangue freddo. Stefano è stato vittima di un pestaggio mortale da parte di uomini che disonorano quella divisa e che non meritano di rappresentare le forze dell’Ordine, composte in maggioranza di donne e uomini che operano per la sicurezza del Paese e dei suoi abitanti. Ci aspettiamo che il Governo non stia a guardare dall’altra parte e a far finta di nulla”. Proprio due giorni fa, a Napoli, è stato aggredito lo street artist Jorit mentre stava realizzando un dipinto raffigurante i volti di Ilaria Cucchi e di Sandro Pertini in via Menzinger, nel quartiere collinare dell’Arenella. Un esponente politico di estrema destra lo ha minacciato, alzando le mani e intimandogli di smettere di lavorare. “A Napoli come nel resto d’Italia – aggiunge la segreteria demA – c’è chi rappresenta le istituzioni e invece fa della violenza, della sopraffazione, dello squadrismo la sua unica modalità di azione politica. Noi, oggi come ieri, cerchiamo verità e giustizia, con gli strumenti della democrazia, della legalità, della partecipazione. Contro questo clima di odio che trova ispirazione in settori del governo Lega-Cinque Stelle, metteremo in campo tutte le nostre energie in difesa dei diritti degli ultimi, di quelli che subiscono indegne ingiustizie, come Ilaria, come Stefano”.

Segreteria Politica – demA

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