“Chiamiamo le cose col loro nome: malgrado le evanescenti rassicurazioni di Matteo Salvini, a Castelnuovo di Porto siamo assistendo ad una deportazione. Sono immagini che fanno male e riecheggiano un orribile passato: donne e uomini separati, bambini strappati dai banchi di scuola e messi su un pullman ignari della destinazione. Da un giorno all’altro, si disgrega una comunità. Eccoli i primi effetti del decreto sicurezza targato Lega e M5S”. Così la segreteria di demA commenta ciò che sta avvenendo alle porte di Roma dove il governo ha stabilito la chiusura, entro il 31 gennaio, del Cara di Castelnuovo di Porto e il conseguente smistamento in altre strutture del Paese dei migranti ospitati, attualmente circa 500 persone. “Da quel che si evince, non tutti i migranti saranno assorbiti in altre strutture e tra poche ore decine di persone si troveranno per strada e in pieno inverno – continua la nota di demA – Al di là della propaganda martellante, siamo convinti che il ministro Salvini stia quindi lavorando per costruire nuove sacche di illegalità perché sulle bombe sociali specula e costruisce consenso: non risolve i problemi, ma li crea. Dall’altro, bisogna ribadire che l’unica accoglienza possibile non passa per maxistrutture come i Cara – dove la gestione dei migranti e delle risorse economiche è opaca – ma per un decentramento territoriale e per percorsi di accompagnamento. Per questo pensiamo che i Cara vadano chiusi e sostituiti da un meccanismo di accoglienza diffusa come previsto dal sistema SPRAR, cosa che abbiamo già sperimentato con successo a Napoli”. Infine, la segreteria di demA lancia un appello nazionale: “Ci sembra evidente che sia urgente la costruzione di un nuovo spazio, ampio e credibile, in grado di contrastare il razzismo di Stato della Lega – con la complicità del M5S – ma che ricordi anche le responsabilità dell’allora ministro Minniti (Pd) sul tema dell’accoglienza migranti. Non c’è tempo da perdere: Napoli è pronta a dare il suo contributo, non possiamo rimanere immobili di fronte alla barbarie che avanza. Restiamo umani”.

La segreteria di demA

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