Apprendiamo dai giornali locali che la nostra provincia, ancora una volta, ha fatto breccia nel cuore di un altro imprenditore “illuminato”, secondo cui la crescita di un territorio passerebbe dalla costruzione di discariche e progetti industriali deturpanti.

Questa volta i proponenti arrivano dalla vicina Liguria e avrebbero intenzione di presentare un “Nuovo progetto di sistemazione complessiva di aree di cava e discarica e loro predisposizione – attraverso discarica di soli rifiuti non pericolosi a servizio dell’economia circolare -per il riutilizzo a fini turistico ricreativi in Frugarolo e Casal Cermelli – località Cascina Pitocca.”

“Un’iniziativa– scrivono sul portale informativo dedicatodi sviluppo economico e sociale, articolata ed innovativa, che nelle intenzioni dei proponenti si pone obiettivi di valorizzazione del territorio.”
Questa volta, infatti, dopo aver accuratamente riempito la cava con una montagna di rifiuti, gli imprenditori vorrebbero costruirci sopra un parco tematico ispirato all’idea del Greenpark e dedicato al fiume Po. Un luogo in cui i bambini e le loro famiglie possano “divertirsi e apprendere”, sguazzando nell’immondizia.
Un’idea “brillante” che, per fortuna, ha già colpito l’attenzione dei comitati e dei movimenti territoriali che da anni si dedicano alla difesa dell’ambiente, già messo a dura prova da realtà passate e presenti che, ogni giorno, minacciano la salute dei cittadini e delle cittadine.

“Anche in questa battaglia assicura Andrea Malacarne, coordinatore di demA Alessandriasaremo al fianco degli uomini e delle donne che hanno a cuore questo territorio e che lo dimostrano informandosi, tenendo alta l’attenzione e mettendo in guardia i Sindaci e il Presidente della Provincia, chiamati ad esprimere la loro opinione circa il progetto presentato dalla società LaFilippa2.0”

Aria irrespirabile, cemento e grandi opere, parchi divertimento tra i rifiuti e tour guidati in cantieri e discariche. E’ questo il futuro che le politiche locali e nazionali in tema di ambiente e salute stanno disegnando per noi. Non possiamo cancellare un passato di ferite ancora da rimarginare, ma possiamo decidere di non lasciare che sfruttino e deturpino ancora la nostra terra.

“Opporci a questo tipo di progetti è solo il primo passo– continua Malacarne- Occorre, poi, costruire nuove opportunità, ridando significato a parole come sostenibilità e valorizzazione, parole masticate e sputate dai venditori di fumo che, periodicamente, bussano ai palazzi del potere. La famiglia Vaccari e l’ing. Poli- proprietari della società proponente- non sono i benvenuti. Non abbiamo più tempo per progetti retrogradi e pericolosi, dobbiamo guardare al futuro.”

 

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