Puntuale come la prima nebbia, anche quest’autunno il livello di PM10 nell’aria ad Alessandria torna a superare i limiti consentiti dalla legge. E di nuovo compaiono titoli sui giornali e ordinanze comunali che tentano superficialmente di arginare il fenomeno.

Limitazioni temporanee alla circolazione delle auto o al livello del riscaldamenti negli edifici pubblici e privati non possono risolvere in maniera strutturale il problema dell’inquinamento che, secondo l’AIRC- Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, aumenta il rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni del 22% ogni 10 microgrammi di polveri sottili nell’aria.

Negli ultimi 8 giorni, per l’ennesima volta, ad Alessandria il limite di legge di 50 microgrammi è stato superato del 30% e davanti allo sforamento, la Giunta Cuttica è corsa ai ripari con i soliti palliativi e mezze misure.

Crediamo, invece, che sia il momento di impostare Piano Ambientale complessivo e radicale per questa città. Una Piano, non più rimandabile, che si ponga l’obiettivo di modificare strutturalmente le politiche legate all’ambiente e di dare ad Alessandria un futuro sostenibile e “a misura di bambino”, partendo da due scelte tanto simboliche quanto di impatto: una vera ZTL nel centro cittadino e l’incentivazione alla mobilità sostenibile.

L’inquinamento dell’aria in città è una notizia ormai abituale e dai contorni macabri che certifica il nostro stato di asfissia permanente, esposti silentemente al rischio di contrarre malattie respiratorie e tumori. E i bambini, che dovrebbero rappresentare il riferimento su cui costruire , sono le prime vittime di questa situazione.

Solo degli amministratori irresponsabili non affronterebbero il problema in modo serio. E infatti la “ruspante” politica leghista della Giunta Cuttica è più smaniosa di abbattere alberi (e buonsenso) che di prendersi cura della salute pubblica. Una politica che si nutre di idee malsane come quella di tagliare i mezzi pubblici verso i sobborghi, senza un’idea di valorizzazione degli spazi cittadini, come dimostra il dibattito Valfrè-Esselunga che ripropone la sola opzione mercificazione/desertificazione in parcheggi del patrimonio pubblico.

Alla luce dei precedenti poco edificanti, la prima richiesta che facciamo alla Giunta è di ammettere di fronte ai cittadini la propria inadeguatezza sui temi ambientali.

“In questa città sono presenti tante energie e idee che non sono ascoltate” – commenta Andrea Malacarne, coordinatore di demA Alessandria – “giovani, esperti, architetti e geologi, associazioni ambientaliste e che si occupano di mobilità sostenibile, che hanno idee e progetti per migliorare la qualità della nostra vita. Loro sono le inestimabili risorse di questa città e da loro dovrebbe ripartire chi amministra. Da loro, secondo noi, deve partire un Piano Ambiente per Alessandria”.

 

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