L’8 marzo in piazza con Non Una di Meno contro la violenza di genere e i continui attacchi all’autodeterminazione delle donne e delle soggettività LGBTQI.

Anche questo 8 marzo ci faremo travolgere dalla marea di Non Una di Meno che, per il terzo anno consecutivo, organizza in città una manifestazione in partenza alle 18.00 da Piazzetta della Lega.

Una manifestazione che, contemporaneamente, attraverserà decine di piazze in Italia e nel mondo per ribadire che se la vita delle donne non ha valore, allora noi scioperiamo, non produciamo, non consumiamo.

L’esperienza del collettivo transfemminista, in questi anni di mobilitazione, ha offerto una nuova prospettiva a chiunque sentisse la necessità di affrontare diverse tematiche sotto una diversa prospettiva e di combattere la violenza di genere in maniera strutturale, attraverso un approccio politico e culturale.

Non Una di Meno Alessandria ha dato alla città lo spazio di cui aveva più bisogno: una Casa delle Donne oggi vissuta e animata da decine di donne e uomini, sostenuta dalle cittadine e dai cittadini che in questi mesi hanno deciso di conoscerla e farla loro, riappropriandosi di un luogo fisico e, allo stesso tempo, di uno spazio di crescita e confronto.
Il movimento globale transfemminista, che dal 2017 ad oggi si è riempito di anime e contenuti, è attualmente uno dei pochi argini al regresso culturale di cui questo Paese è protagonista da decenni. Un processo che si è velocizzato e ha perso il controllo il 4 marzo 2018, quando il governo Lega- 5 Stelle si è insediato cominciando a blaterare di famiglia naturale, a rimettere in discussione il diritto all’aborto conquistato con le lotte di 40 anni fa, ad attaccare apertamente gay, lesbiche, trans e ad affilare i coltelli contro chiunque abbia avuto il coraggio di liberarsi dai ruoli di genere.

Il razzismo che si fa legge, i corpi delle donne usati ancora una volta come strumento di una propaganda politica repressiva e xenofoba, lo Stato che diventa la più violenta delle istituzioni contro migranti, poveri, occupanti, donne in quanto tali e le amministrazioni locali- salvo poche eccezioni- che ubbidiscono, prendono esempio e, anzi, possono finalmente dar sfogo alle loro frustrazioni.

“Basti pensare agli attacchi che il Presidente del Consiglio Comunale alessandrino Emanuele Locci ha rivolto alle militanti e ai militanti di Non Una di Meno e alle donne di tutta Alessandria presentando, insieme alla ginecologa obiettrice Oria Trifoglio, una mozione affinchè Alessandria diventi “città a favore della vita”, contro l’aborto e l’autodeterminazione delle donne sui loro corpi. O ancora, – ricorda Andrea Malacarne, coordinatore di demA Alessandria – alla violenza istituzionale esercitata contro le donne, gli uomini, i bambini che occupano per necessità le case abbandonate di Via Brodolini e Corso Acqui. Gli stessi politici che si autoproclamano paladini delle famiglie sarebbero disposti a disgregare quelle più fragili, imponendo una separazione forzata tra mamma e bambini e papà che, in caso di sgombero, dovrebbe alloggiare in una struttura diversa.”

Contro tutti questi attacchi, spesso mascherati da “opportunità”, contro il sessismo in ogni sua forma, demA Alessandria aderisce allo sciopero globale delle donne dell’8 marzo, non solo formalmente ma anche fisicamente, scendendo in piazza con Non Una di Meno.

Ci vediamo alle 18 in Piazzetta della Lega, con un fazzoletto fucsia e il bisogno di guardare negli occhi le donne e gli uomini che stanno rendendo questa città migliore.

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